Alla fine del XV secolo, già incombenti le Guerre d'Italia, il restaurato regno aragonese di Napoli vive la sua ultima stagione storica; in tale contesto, il problema dell'assetto delle forze armate appare cruciale: tuttavia, anziché affidarsi nuovamente alle milizie professionali a condotta, implementate in massa dagli stati regionali italiani dopo la calata di Carlo VIII, il re Federico d'Aragona continuò sulla linea istituzionale avviata mezzo secolo prima dalla dinastia e proseguì nell'opera di organizzazione di una forza armata territoriale costituita da sudditi della Corona (esercito demaniale). Il risultato fu quello di un'ancora più spiccata sperimentazione nel campo dell'organica militare, allineata a tutte le innovazioni di fine secolo, nonché di un rafforzamento delle tutele e garanzie assicurate ai soldati militanti al servizio esclusivo per lo stato. Un documento inedito, da poco emerso, illumina questa fino a ieri oscura pagina di storia napoletana, mostrando come, per la dinastia aragonese, la coerenza istituzionale e la propensione all'innovazione fossero più rilevanti delle emergenze politiche. D'altro canto, quell'esercito era stato forgiato per affrontare una nuova invasione francese e non certo per impattare lo choc militare determinato dal trattato di Granada.
Politica militare e organizzazione statale a Napoli alle soglie delle Guerre d'Italia. I soldati dell'ultimo re / Storti, Francesco. - In: ITINERARI DI RICERCA STORICA. - ISSN 1121-1156. - XXXV:1(2021), pp. 51-74.
Politica militare e organizzazione statale a Napoli alle soglie delle Guerre d'Italia. I soldati dell'ultimo re.
Francesco Storti
2021
Abstract
Alla fine del XV secolo, già incombenti le Guerre d'Italia, il restaurato regno aragonese di Napoli vive la sua ultima stagione storica; in tale contesto, il problema dell'assetto delle forze armate appare cruciale: tuttavia, anziché affidarsi nuovamente alle milizie professionali a condotta, implementate in massa dagli stati regionali italiani dopo la calata di Carlo VIII, il re Federico d'Aragona continuò sulla linea istituzionale avviata mezzo secolo prima dalla dinastia e proseguì nell'opera di organizzazione di una forza armata territoriale costituita da sudditi della Corona (esercito demaniale). Il risultato fu quello di un'ancora più spiccata sperimentazione nel campo dell'organica militare, allineata a tutte le innovazioni di fine secolo, nonché di un rafforzamento delle tutele e garanzie assicurate ai soldati militanti al servizio esclusivo per lo stato. Un documento inedito, da poco emerso, illumina questa fino a ieri oscura pagina di storia napoletana, mostrando come, per la dinastia aragonese, la coerenza istituzionale e la propensione all'innovazione fossero più rilevanti delle emergenze politiche. D'altro canto, quell'esercito era stato forgiato per affrontare una nuova invasione francese e non certo per impattare lo choc militare determinato dal trattato di Granada.| File | Dimensione | Formato | |
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