Come nell’importante precedente vasariano, anche la galleria delle Vite del Bellori (1672) si distende secondo un disegno storiografico retto dal principio della perpetua vicissitudine. Secondo uno schema che riecheggia l’alternarsi boccacciano della montagna dell’« orrido cominciamento » e della pianura bella e dilettevole, il Bellori individua innanzitutto in Raffello Sanzio il punto più alto della prima rinascita dell’arte. Ma questo classicismo rinascimentale è doppiamente minacciato : dal manierismo e dal naturalismo. In particolare, se il campione e l’eroe della seconda rinascita sarà individuato in Annibale Carracci, il ruolo di anti-eroe e di anti-Zeusi viene invece affidato a Caravaggio. Il suo « ingegno torbido e contenzioso » e la sua scelta della « sola natura » rappresentano l’esatto contrario di ciò che persegue Bellori, la moralizzazione dell’arte e la moralizzazione della vita. Tuttavia, attraverso l’inserimento di Giovan Battista Marino – grande ammiratore del Merisi (e da lui ritratto) – come personaggio nella biografia caravaggesca e tramite la straordinaria opera mariniana La Galeria, il Bellori ricalibra il suo giudizio negativo sul pittore, dandone una formulazione più articolata. Nondimeno, pur riconoscendogli il merito di una positiva funzione antimanierista, il Bellori continua a identificare in Caravaggio l’eroe negativo a fronte del vero eroe, pienamente positivo, Annibale Carracci.
Caravaggio nella ‘Galeria’ del Marino e nel romanzo storico di Bellori sull’arte tra Cinquecento e Seicento / Sabbatino, Pasquale. - In: STUDI RINASCIMENTALI. - ISSN 1724-6164. - 14:(2020), pp. 141-158.
Caravaggio nella ‘Galeria’ del Marino e nel romanzo storico di Bellori sull’arte tra Cinquecento e Seicento
Pasquale Sabbatino
2020
Abstract
Come nell’importante precedente vasariano, anche la galleria delle Vite del Bellori (1672) si distende secondo un disegno storiografico retto dal principio della perpetua vicissitudine. Secondo uno schema che riecheggia l’alternarsi boccacciano della montagna dell’« orrido cominciamento » e della pianura bella e dilettevole, il Bellori individua innanzitutto in Raffello Sanzio il punto più alto della prima rinascita dell’arte. Ma questo classicismo rinascimentale è doppiamente minacciato : dal manierismo e dal naturalismo. In particolare, se il campione e l’eroe della seconda rinascita sarà individuato in Annibale Carracci, il ruolo di anti-eroe e di anti-Zeusi viene invece affidato a Caravaggio. Il suo « ingegno torbido e contenzioso » e la sua scelta della « sola natura » rappresentano l’esatto contrario di ciò che persegue Bellori, la moralizzazione dell’arte e la moralizzazione della vita. Tuttavia, attraverso l’inserimento di Giovan Battista Marino – grande ammiratore del Merisi (e da lui ritratto) – come personaggio nella biografia caravaggesca e tramite la straordinaria opera mariniana La Galeria, il Bellori ricalibra il suo giudizio negativo sul pittore, dandone una formulazione più articolata. Nondimeno, pur riconoscendogli il merito di una positiva funzione antimanierista, il Bellori continua a identificare in Caravaggio l’eroe negativo a fronte del vero eroe, pienamente positivo, Annibale Carracci.| File | Dimensione | Formato | |
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