Si riporta nel contributo a seguire il racconto di un’esperienza articolata tra ricerca, didattica e terza missione elaborata da ricercatori del Dipartimento di Architettura di Napoli a partire dal primo lockdown nella primavera 2020 sino all’anno successivo, in riferimento a un caso studio nel Meridione d’Italia. La riflessione è nata a partire dalla occasione di redazione del Programma Integrato Città Sostenibili (PICS) del Comune di Casoria. La condizione emergenziale, in Italia largamente gestita attraverso la negazione all’uso di spazi aperti e aree di naturalità, in politiche basate su un paradigma di controllo, ha condotto a misurare le scelte progettuali con le rinnovate esigenze di consentire l’uso collettivo degli spazi di prossimità, senza trascurare le connessioni con un processo di transizione strutturale e di lungo termine. Il lavoro svolto definisce, quindi, prefigurazioni progettuali, ma inserendole in articolate strategie multiscalari per riabitare “luoghi comuni” della città di Casoria in totale o parziale dismissione. Architetti e urbanisti “co-costruttori dello spazio” fisico, hanno contribuito ad attivare un processo di transizione verso una città più aperta inclusiva e sostenibile.
Dall’emergenza alla transizione. Strategie e progetti per riabitare i “luoghi comuni” / Attademo, Anna; Errico, MARIA GABRIELLA; Fatigato, Orfina. - In: BDC. - ISSN 2284-4732. - 23:2(2023), pp. 301-316.
Dall’emergenza alla transizione. Strategie e progetti per riabitare i “luoghi comuni”
Anna Attademo;Maria Gabriella Errico;Orfina Fatigato
2023
Abstract
Si riporta nel contributo a seguire il racconto di un’esperienza articolata tra ricerca, didattica e terza missione elaborata da ricercatori del Dipartimento di Architettura di Napoli a partire dal primo lockdown nella primavera 2020 sino all’anno successivo, in riferimento a un caso studio nel Meridione d’Italia. La riflessione è nata a partire dalla occasione di redazione del Programma Integrato Città Sostenibili (PICS) del Comune di Casoria. La condizione emergenziale, in Italia largamente gestita attraverso la negazione all’uso di spazi aperti e aree di naturalità, in politiche basate su un paradigma di controllo, ha condotto a misurare le scelte progettuali con le rinnovate esigenze di consentire l’uso collettivo degli spazi di prossimità, senza trascurare le connessioni con un processo di transizione strutturale e di lungo termine. Il lavoro svolto definisce, quindi, prefigurazioni progettuali, ma inserendole in articolate strategie multiscalari per riabitare “luoghi comuni” della città di Casoria in totale o parziale dismissione. Architetti e urbanisti “co-costruttori dello spazio” fisico, hanno contribuito ad attivare un processo di transizione verso una città più aperta inclusiva e sostenibile.| File | Dimensione | Formato | |
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