Il contributo si propone come una riflessione sul ruolo che potrebbe ricoprire il “paesaggio” nell’ambito della tematizzazione progettuale delle città storiche e nella conseguente definizione di nuove strategie di intervento. Il lavoro muove dalla premessa che i contesti stratificati abbiano assunto, nell’epoca contemporanea, una complessità mai sperimentata prima, resa ancora più stridente e manifesta dall’interazione tra l’urbanità fluida e caotica propria del presente, e il tempo statico della conservazione, che investe le permanenze storiche rendendole volutamente estranee dalla vita ordinaria della città. In linea con il lavoro condotto nell’ambito del dottorato di ricerca, il contributo propone di assumere per le città storiche odierne, uno sguardo progettuale diverso, metastorico, a-gerarchico, che permetta di osservare la città nel suo complesso in un processo di continuo decadimento, dove periferia e centro storico possano assumere il senso analogo di “rovine” di un’urbanità che si è perduta (Celati 2001). A partire da questa premessa ipotetica, il testo sonda la possibilità di considerare i paesaggi urbani storici, nella loro frammentarietà e, soprattutto, nella loro incapacità di rientrare a far parte in maniera virtuosa (non speculativa o monosemica) della vita della città odierna, come “paesaggi di scarto”, da risignificare e riconnettere al presente in forma imprevista e inedita.
Diversi tipo di "paesaggi" per il paesaggio urbano storico / Talevi, Francesca. - In: GUD. - ISSN 1720-075X. - Figurazioni:(2022), pp. 86-91.
Diversi tipo di "paesaggi" per il paesaggio urbano storico
Francesca Talevi
2022
Abstract
Il contributo si propone come una riflessione sul ruolo che potrebbe ricoprire il “paesaggio” nell’ambito della tematizzazione progettuale delle città storiche e nella conseguente definizione di nuove strategie di intervento. Il lavoro muove dalla premessa che i contesti stratificati abbiano assunto, nell’epoca contemporanea, una complessità mai sperimentata prima, resa ancora più stridente e manifesta dall’interazione tra l’urbanità fluida e caotica propria del presente, e il tempo statico della conservazione, che investe le permanenze storiche rendendole volutamente estranee dalla vita ordinaria della città. In linea con il lavoro condotto nell’ambito del dottorato di ricerca, il contributo propone di assumere per le città storiche odierne, uno sguardo progettuale diverso, metastorico, a-gerarchico, che permetta di osservare la città nel suo complesso in un processo di continuo decadimento, dove periferia e centro storico possano assumere il senso analogo di “rovine” di un’urbanità che si è perduta (Celati 2001). A partire da questa premessa ipotetica, il testo sonda la possibilità di considerare i paesaggi urbani storici, nella loro frammentarietà e, soprattutto, nella loro incapacità di rientrare a far parte in maniera virtuosa (non speculativa o monosemica) della vita della città odierna, come “paesaggi di scarto”, da risignificare e riconnettere al presente in forma imprevista e inedita.| File | Dimensione | Formato | |
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