All’interno di una forma fiabesca, nel Visconte dimezzato le sequenze nelle quali è descritto o narrato il riconoscimento della natura malvagia del Visconte da parte degli abitanti di Terralba presentano alcune costanti tematico-formali; per un verso, a parte subiecti (i Terralbesi), talune scelte lessicali creano un reticolo semantico incentrato sul ‘vedere’, ‘riconoscere’ e ‘interpretare’: insistono, per così dire, su tempi e modi dell’attività semiotica degli abitanti di Terralba; per altro verso, quando lo sguardo dei personaggi si focalizza sul Gramo, spesseggiano elementi che evidenziano i segni esteriori della mutazione del Visconte non solo attraverso la riattivazioni di immagini, stilemi e motivi della tradizione fiabesca e del racconto fantastico e gothic, ma pure mediante strategie che insistono, anche figuralmente, sul motivo della scissione sfruttando la compenetrazione fra umano e non-umano. Adottando questa prospettiva, attraverso l’analisi di tre sequenze iniziali (l’incipit; il ritorno del Gramo; la morte del padre di Medardo, Aiolfo), il contributo si concentra sulle tecniche di restituzione del Gramo e dei settings in cui appare: da un canto, è messo a fuoco come costanti tematiche e dispositivi formali siano intrecciati in modo da dare consistenza, sin dal primo capitolo, a un reticolo di immagini imperniate tanto sul dimidiamento quanto sulla ibridazione fra umano e non-umano; dall’altro, è mostrato come le scelte lessicali e le strategie retoriche con cui sono narrati gli incontri e gli scambi comunicativi fra il Malo e gli altri personaggi restituiscano un percorso fatto di presentimenti, abduzioni, interpretazioni in cui entra in gioco l’ibridazione e la commistione fra umano e natura.
Che tutto sia dimezzato e straziato”. Figure di analogia e strategie narrativo-descrittive nel “Visconte dimezzato” / Caprio, De. - (2023), pp. 273-283.
Che tutto sia dimezzato e straziato”. Figure di analogia e strategie narrativo-descrittive nel “Visconte dimezzato”
de caprio
2023
Abstract
All’interno di una forma fiabesca, nel Visconte dimezzato le sequenze nelle quali è descritto o narrato il riconoscimento della natura malvagia del Visconte da parte degli abitanti di Terralba presentano alcune costanti tematico-formali; per un verso, a parte subiecti (i Terralbesi), talune scelte lessicali creano un reticolo semantico incentrato sul ‘vedere’, ‘riconoscere’ e ‘interpretare’: insistono, per così dire, su tempi e modi dell’attività semiotica degli abitanti di Terralba; per altro verso, quando lo sguardo dei personaggi si focalizza sul Gramo, spesseggiano elementi che evidenziano i segni esteriori della mutazione del Visconte non solo attraverso la riattivazioni di immagini, stilemi e motivi della tradizione fiabesca e del racconto fantastico e gothic, ma pure mediante strategie che insistono, anche figuralmente, sul motivo della scissione sfruttando la compenetrazione fra umano e non-umano. Adottando questa prospettiva, attraverso l’analisi di tre sequenze iniziali (l’incipit; il ritorno del Gramo; la morte del padre di Medardo, Aiolfo), il contributo si concentra sulle tecniche di restituzione del Gramo e dei settings in cui appare: da un canto, è messo a fuoco come costanti tematiche e dispositivi formali siano intrecciati in modo da dare consistenza, sin dal primo capitolo, a un reticolo di immagini imperniate tanto sul dimidiamento quanto sulla ibridazione fra umano e non-umano; dall’altro, è mostrato come le scelte lessicali e le strategie retoriche con cui sono narrati gli incontri e gli scambi comunicativi fra il Malo e gli altri personaggi restituiscano un percorso fatto di presentimenti, abduzioni, interpretazioni in cui entra in gioco l’ibridazione e la commistione fra umano e natura.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


