La ricerca ha interessato alcuni caratteri fanerotici di 464 capre autoctone appartenenti a 20 allevamenti distribuiti nelle 5 province della Regione Campania e raggruppati in 7 aree omogenee in base alle condizioni agronomiche, al sistema di allevamento, all'utilizzazione delle superfici pascolative, ecc.. La distribuzione percentuale dei soggetti entro e indipendentemente dall'area omogenea ha messo in evidenza una notevole variabilità del profilo genetico visibile (tipo di corna, portamento dell'orecchio, presenza di tettole e di barbetta). In particolare, per quanto riguarda il mantello, sono stati individuati due nuovi modelli di pigmentazione: l''eumelaninico a estremità feomelaniniche, esclusa la fac-cia anteriore degli arti' (EEFV) e il 'pomellato' (PML). Inoltre, relativamente al tipo di pezzatura del mantello, è stato osservato il tipo 'screziato' nella 3. area omogenea, che comprende i Comuni di Ercolano e di Pompei. Dei quattro tipi di mammella presi in considerazione, il tipo 'ipoglobosa' è risultato il piú diffuso (92,1 per cento) con una incidenza variabile dall'86,2 al 96,9 per cento in relazione all'area. La distribuzione percentuale delle capre fra le aree omogenee, in relazione alla modalità di espressione della singola caratteristica fanerotica, è risultata quasi sempre significativamente diversa. I risultati ottenuti indurrebbero a far ritenere che la popolazione caprina da noi studiata non ha subito nel tempo alcun tentativo di intervento selettivo e può essere considerata di tipo autoctono.
Studio sui caprini autoctoni della Campania. I. Alcuni caratteri fanerotici / Zullo, A.; Montemurro, N.; Girolami, A.; Grasso, Fernando; Matassino, D.. - In: PRODUZIONE ANIMALE. - ISSN 0033-0000. - STAMPA. - 2, III serie:(1989), pp. 121-138.
Studio sui caprini autoctoni della Campania. I. Alcuni caratteri fanerotici
GRASSO, FERNANDO;
1989
Abstract
La ricerca ha interessato alcuni caratteri fanerotici di 464 capre autoctone appartenenti a 20 allevamenti distribuiti nelle 5 province della Regione Campania e raggruppati in 7 aree omogenee in base alle condizioni agronomiche, al sistema di allevamento, all'utilizzazione delle superfici pascolative, ecc.. La distribuzione percentuale dei soggetti entro e indipendentemente dall'area omogenea ha messo in evidenza una notevole variabilità del profilo genetico visibile (tipo di corna, portamento dell'orecchio, presenza di tettole e di barbetta). In particolare, per quanto riguarda il mantello, sono stati individuati due nuovi modelli di pigmentazione: l''eumelaninico a estremità feomelaniniche, esclusa la fac-cia anteriore degli arti' (EEFV) e il 'pomellato' (PML). Inoltre, relativamente al tipo di pezzatura del mantello, è stato osservato il tipo 'screziato' nella 3. area omogenea, che comprende i Comuni di Ercolano e di Pompei. Dei quattro tipi di mammella presi in considerazione, il tipo 'ipoglobosa' è risultato il piú diffuso (92,1 per cento) con una incidenza variabile dall'86,2 al 96,9 per cento in relazione all'area. La distribuzione percentuale delle capre fra le aree omogenee, in relazione alla modalità di espressione della singola caratteristica fanerotica, è risultata quasi sempre significativamente diversa. I risultati ottenuti indurrebbero a far ritenere che la popolazione caprina da noi studiata non ha subito nel tempo alcun tentativo di intervento selettivo e può essere considerata di tipo autoctono.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


